




Raccolta attorno al Duomo romanico Barga conserva il tipico impianto viario medioevale organizzato
La Salita che porta al Duomo (foto ingrandibile)
su grosse vie che si allargano in piazzette su cui si affacciano numerosi palazzi rinascimentali. In queste grandi arterie affluiscono vicoli gradinati di varia pendenza detti "carraie".
L'ingresso al borgo è assicurato da due porte: Porta Macchiaia e Porta Reale. Da quest'ultima, da considerare l'ingresso principale, si possono percorrere due strade: la prima è la stretta e turtuosa Via di Mezzo che attraversa tutto l'abitato fino a Porta Macchiaia dividendo la parte antica del borgo in due, l'altra è Via del Pretorio che conduce direttamente al Duomo e a Palazzo Pretorio.
Seguendo Via del Pretorio, a destra e a sinistra, si notano vicoli e carraie, si ammirano gli edifici rinascimentali come Palazzo Rigali e Palazzo Gianotti, si scopre con qualche curiosità il secondo ingresso del Palazzo dei Conti Pieracchi finché non si arriva al Conservatorio di Santa Elisabetta. Antico monastero delle Clarisse, è fondato nel 1456 dal Beato Michele Turignoli da Barga. Trasformato in Conservatorio nel 1788 da Pietro Leopoldo Granduca di Toscana oggi può ospitare fino a cento collegiali. L'edificio, a pianta rettangolare, vale una visita soprattutto per l'ampio e luminoso chiostro con pozzo e per i quadri seicenteschi che vi sono raccolti.
Annessa al Conservatorio è la piccola Chiesa di Santa Elisabetta che custodisce splendide opere robbiane fra cui una preziosa pala policroma sull'altare maggiore raffigurante l'Assunzione, attribuita a Giovanni della Robbia (Benedetto Buglioni secondo altre fonti). Alle pareti un Crocifisso ligneo del XV secolo e un Tondo di arte robbiana, raffigurante la Madonna col Bambino, circondato di foglie e di frutta. Da segnalare anche la presenza di due quadri di scuola seicentesca.
Percorso ancora un breve tratto di strada ed oltrepassato Casa Magri si arriva a Palazzo Salvi costruito verso la metà del 1700 ai piedi dell'Arringo. In facciata un'artistica targa in bronzo dello scultore Raffaello Romanelli che riproduce l'effigie del patriarca dell'antica famiglia Salvo Salvi ed un'epigrafe di Giovanni Pascoli che lo definisce "L'uomo giusto di Barga". All'interno un vasto archivio di libri e documenti riguardanti la vita sociale di Barga.
Proseguendo ancora si giunge nella parte più alta del castello l'Arringo il piazzale erboso che ospita il Duomo Romanico e il Palazzo Pretorio.
Palazzo Pretorio Il nome del prato ha lo storico significato del luogo adibito alle assemblee della comunità medievale. Dalla sommità del Colle Romeggio, dove Barga sorge, si gode un panorama unico e suggestivo. A ovest il maestoso anfiteatro delle Alpi Apuane che separa la Garfagnana dalla Versilia, a nord-est i colli dell'Appennino Tosco-Emiliano, a sud le Pizzorne e in mezzo scorre il fiume Serchio.
Siamo così arrivati al Duomo, costruito a più riprese tra il XI e il XVI secolo, che rappresenta l'esempio più alto dell'architettura romanica nella Valle del Serchio. Il simbolo della città presenta in facciata due ordini di archetti e un portale architravato a bassorilievo. L'interno a tre navate su pilastri conserva gelosamente un prezioso ambone del XII secolo.
Alla destra del Duomo sorge il duecentesco Palazzo Pretorio che chiude a nord il limite del grande prato. Costruito nel XIII secolo è residenza dei Commissari inviati a Barga dalla Signoria di Firenze dal 1341 al 1859.
Il palazzo è dotato della Loggia del Podestà decorata dagli stemmi di alcuni Governatori di Barga nominati a rappresentare la Signoria di Firenze. All'interno si trovano la sala delle udienze e, al di sotto, le vecchie prigioni. Sul muro della scala che conduce alle celle sotterranee, oggi fuori uso, sono visibili le antiche unità di misura barghigiane (braccio barghigiano, staio, mezzo staio) usate come campioni in caso di controversie.
Dal 1993 l'edificio e sede del Museo Civico del Territorio di Barga.

Chiesa del SS. CrocifissoDall'Arringo si scende tramite una scalinata alla Chiesa del SS. Crocifisso edificio di gusto tardo cinquecentesco nonostante l'originario impianto duecentesco decorato in pietra serena tra i più antichi del centro storico. La decorazione in facciata, simile a quella delle finestre e della porta principale, ricava due nicchie che ospitano a sinistra la statua marmorea di S. Caterina e a destra quella di S. Giovanni. La dedica al SS. Crocifisso deriva da un'esplicita scritta posta in alto.
L'interno a tre navate decorato con stucchi e ori ospita un bell'esempio di coro ligneo della seconda metà del XVII secolo che delimita l'area presbiteriale impreziosita dall'altare maggiore in legno intagliato. Da segnalare anche la celebrata immagine del SS. Crocifisso oltre a teche e reliquiari.
Lasciandoci alle spalle la chiesa giunti a via della Speranza si scende a Porta Macchiaia che chiude il borgo di Barga.
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sullo sfondo un particolare della fontana monumentale di Bedizzano (Massa Carrara)
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