




Fosdinovo sorge su di un colle nella bassa Val di Magra da dove domina, dall'alto dei suoi 550 metri di altitudine, gran parte della costa Tirrenica sottostante.

Una suggestiva foto del Castello dei MalaspinaIl nome della cittadina, già nota come Fosdenovum, è di non semplice interpretazione. Secondo la tesi più accreditata deriva dal latino fossa (fossato) cui è aggiunto l'aggettivo nuovo riferito al fossato scavato a difesa delle mura verso il mare. Per una seconda ipotesi il nome è invece legato al passaggio (la foce) che da Fosdinovo si apre verso la Lunigiana interna e verso l'Appennino.
Luogo di passaggio ideale tra mare ed entroterra e sede di intensi traffici commerciali, Fosdinovo lega le sue fortune alla famiglia Malaspina ed al loro castello tra i più belli di tutta la Toscana. La famiglia si divide in due rami: i Malaspina dello Spino Secco (ramo principale) e quelli dello Spino Fiorito (ramo cadetto). I primi, ghibellini, occupano la sponda destra del fiume Magra (Mulazzo, Tresana, Podenzana, Villafranca); i secondi sviluppano il loro potere sul lato sinistro (Filattiera, Bagnone, Olivola, Fosdinovo, Massa).
Fosdinovo, fino al 1124 subfeudo dei Vescovi di Luni amministrato dai nobili di Erberia, diventa proprietà dei Malaspina a seguito della prepotente ascesa della nobile famiglia che pone fine al potere vescovile su queste terre. Spinetta Malaspina ed il nipote Galeotto operano il riassetto della cittadina fornendola di un sistema difensivo più efficace. In questi anni, siamo agli inizi del 1300, viene infatti costruita la maggior parte del castello (comprese le imponenti torri cilindriche) che, collegato alle mura del borgo, fa diventare Fosdinovo il centro politico e militare dei feudi dei Malaspina. Qui vi trasferiscono la sede marchesale dal vicino castello della Verrucola di Fivizzano.
Conquistata per un breve periodo da Castruccio Castracani signore di Lucca, che espugna Fosdinovo con 6000 fanti e 1000 cavalieri, nel 1334 la cittadina torna nelle mani dei Malaspina che ampliano e rinforzano ulteriormente la fortezza. Nel corso dei secoli successivi, in particolare tra il XVI e il XVII secolo, la potente dinastia locale rende il castello più adatto a funzioni residenziali e di rappresentanza ricavando all'interno della rocca, con l'aggiunta di corpi di fabbrica e cortili sopra gli spalti ed i bastioni, un palazzo con portico e loggette di impronta rinascimentale.

La facciata dell'Oratorio dei BianchiIl potere malaspiniano dura fino al 1800. Dopo varie successioni degli Este dal 1815 al 1848, Fosdinovo chiede l'annessione al governo di Toscana, anche se nel 1849 Francesco VI d'Este ne rientra in possesso alla testa di ben 27000 Austriaci. Solo dopo i moti popolari del 1859 Francesco VI abbandona l'Italia e Fosdinovo nel 1861 viene inserito nella provincia di Massa Carrara e nella Regione Toscana.
Fosdinovo ha sofferto molto la II Guerra Mondiale. Sottoposto al bombardamento delle artiglierie degli alleati per sfondare la Linea Gotica, subisce danni notevoli limitati dall'azione di Ivaldo Bonotti un giovane fosdinovese che raggiunge la linea delle truppe alleate e le informa della scarsa consistenza dei tedeschi evitando al paese ben altra sorte.
Andando a Fosdinovo non si può non visitare il castello ancora di proprietà della famiglia Malaspina che qui viene a passare le vacanze estive. Il castello di Fosdinovo è una costruzione maestosa e complessa a forma quadrangolare con ai quattro angoli altrettante possenti torri unite da una merlatura a coda di rondine. L'aspetto esteriore austero, di tipo militare, è contrastato dagli ambiente interni che fecero del castello una delle più raffinate dimore signorili del tempo.
Proseguendo la visita a Fosdinovo una sosta meritano i due edifici religiosi. La Chiesa di San Remigio nata su una preesistente e maestosa pieve che oggi conserva il monumento funebre dedicato a Galeotto Malaspina, opera di pregevole fattura realizzata da uno scultore di origine lombarda e l'Oratorio dei Bianchi dalla facciata in marmo bianchissimo che sembra rendere omaggio a questo materiale così prezioso e importante per tutti i territori che si affacciano sulle Alpi Apuane. All'interno da segnalare la statua lignea del XV secolo raffigurante la SS. Annunziata. In facciata lo stemma malaspiniano del "cane armato" con in bocca lo spino fiorito.
Nelle zone circostanti che comprendono anche la piana di Luni è la natura a dominare. La posizione in collina, il clima temperato, la vegetazione ricca, gli edifici di grande interesse storico fanno di Fosdinovo uno dei borghi più affascinanti della Toscana.
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sullo sfondo un particolare della fontana monumentale di Bedizzano (Massa Carrara)
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