





La facciata del DuomoLa Cattedrale o Duomo di Pescia, un tempo Pieve di Santa Maria, citata per la prima volta in un documento del X secolo come edificio di notevole importanza religiosa, è ricostruita tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, epoca alla quale risale anche la costruzione della torre campanaria datata al 1306. Elevata a Cattedrale il 17 Marzo 1726 quando Benedetto XIII innalza Pescia a Sede vescovile, la Cattedrale è stata nei secoli modificata. Nel 1693, su progetto dell'architetto fiorentino Antonio Ferri, l'originale edificio romanico viene riadattato in forma barocca, delle antiche strutture rimangono il campanile e una parte delle mura esterne caratterizzate da una serie di archeggiature decorate da mensole scolpite. Nel 1895 il prospetto del Duomo di Pescia rimasto grezzo dopo l'ultimo rifacimento è completato da una nuova facciata in pietra serena opera dell'architetto Giuseppe Castellucci. Sue opere anche la facciata gotica di San Michele ad Arezzo, i restauri alla chiesa di San Fedele a Poppi ed il completamento del santuario neogotico di Santa Margherita a Cortona.
L'edificio ad un'unica navata con cappelle laterali ed una cupola con transetto conserva diverse opere sacre di grande interesse artistico quasi tutte legate, direttamente o indirettamente, al pesciatino Mons. Baldassarre Turini. 
Particolare della Madonna del baldacchino (foto ingrandibile)
La terza cappella di destra, voluta dallo stesso Monsignore, è realizzata da Giuliano di Baccio d'Agnolo, all'altare si trova la copia della Madonna del baldacchino di Raffaello realizzata da Pier Dandini dopo che l'originale, acquistata da Turini per il Duomo di Pescia, è ceduta a Ferdinando dei Medici per le collezioni di Palazzo Pitti (dove tuttora si trova). Infine da segnalare il monumento funebre di Baldassarre Turini opera dello scultore fiorentino Raffaello da Montelupo. Tra le opere non legate a Mons. Turini da segnalare un gruppo marmoreo raffigurante il Tetramorfo con l'aquila in funzione di leggio sicuramente resto dell'ambone dell'antica pieve, un trittico di Luca della Robbia e un polittico di Neri Bicci.
Negli ultimi anni la Soprintendenza ha iniziato un programma di riordino, manutenzione e restauro dei dipinti della Cattedrale di Pescia che saranno smontati e, a rotazione, trasportati nei laboratori di restauro.
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