





Una veduta del Duomo di BargaBarga, caratteristico borgo della Garfagnana, sorge sul Colle Romeggio a 410 metri sul livello del mare nell'incantevole valle del Serchio.
Sull'etimologia del nome si "scontrano" tre scuole di pensiero. Secondo la prima il nome deriverebbe da Lucio Barcolino lucumone di Luni; per la seconda Barga proverrebbe invece da Bargena, città della Tunisia, le cui genti venute in Italia al seguito di Annibale 200 anni prima di Cristo trovarono ospitalità in queste zone; infine per la terza, la meno accreditata, il nome della cittadina giungerebbe direttamente da un certo ser Barghesano che nel Duecento inventa il filatoio.
Importante centro commerciale per tutto il Medioevo, Barga contesa per anni da Lucchesi, Pisani e Fiorentini si unisce definitivamente a Firenze nel 1437, rappresentando nel panorama medioevale una singolare eccezione, infatti, anche sotto la protezione dello Stato Fiorentino, Barga è governata da un corpo elettivo, inedita indipendenza riconosciuta perfino dall'Imperatore del Sacro romano Impero Federico I.
In questo periodo è avviato il rinnovamento urbano ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Vicoli e piazzette arricchite da incantevoli palazzi rinascimentali di stampo fiorentino; slarghi irregolari e erte scalinate che rivelano una struttura a gradoni sovrapposti; edifici e strade tortuose che adattandosi alla forma dei colli permettono impagabili visuali sul paese.

Porta Reale, principale accesso della cittàLa città si può sostanzialmente dividere in due parti: la parte moderna più in pianura nota come Barga Giardino e la parte più antica raccolta sul colle attorno al Duomo romanico edificato sull'Arringo (la cima del Colle Romeggio) dal quale si può vedere la media valle del Serchio.
Il Duomo, dedicato a San Cristoforo patrono di Barga, è un edificio complesso costruito in quattro fasi tra il IX e il XVII secolo che conserva intatto un prezioso ambone del XII secolo. Al suo fianco, sempre sull'Arringo, sorge il Palazzo Pretorio con la Loggia del Podestà.
Dall'alto del colle si rimane affascinati dalla compattezza e dalla complessità di Barga. Si ammirano due delle tre porte dell'antica cinta muraria: la Macchiaia e la Mancianella, più conosciuta con il nome di Porta Reale; la stretta e tortuosa via di Mezzo che attraversando l'abitato unisce le due porte; i palazzi settecenteschi, le case dal disegno di gusto lucchese risalenti al XV secolo, e come ignorare la piazza del Comune con La loggia del Mercato e Palazzo Pancrazi il cinquecentesco palazzo Comunale o piazza Garibaldi con il maestoso Palazzo Balduini.
Insomma una gemma alle falde dell'Appennino che il poeta Giovanni Pascoli sceglie come sua ultima dimora dopo averla cantata nei Canti di Castelvecchio, ed è proprio nella frazione di Castelvecchio che ancora oggi si trova la sua tomba considerata monumento nazionale.
Arte e cultura a parte Barga va segnalata per i suoi tessuti lavorati secondo un'antica tradizione come la "rosastella" una coperta di lana a disegni floreali e geometrici o il "truciolone" panno realizzato con stoffe di recupero e filo di canapa, senza dimenticare i cappelli di feltro in cui la città si specializza fin dal XIX secolo.
Nel territorio comunale, ricco di castagneti, notevole è la produzione di frutta, gelsi, olive, formaggio pecorino e vino.
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sullo sfondo un particolare della fontana monumentale di Bedizzano (Massa Carrara)
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